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Come Pensa un Imprenditore - Accademia del Professionista
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Come pensa un imprenditore

Come pensa un imprenditore

Introduzione. Quanto siamo veramente imprenditori noi professionisti?

Questa domanda non me la sono mai fatta fino a quando non ho conosciuto veri imprenditori e, parlando con loro, mi sono sentito sì un bravo professionista, ma… un pessimo imprenditore.

Ti racconto questa piccola storiella, perché è stato difficile, per me, ammettere di essere una frana come imprenditore. Credevo che avere la partita iva, un conto in banca fiorente e controllare alcune dinamiche fosse abbastanza.

Immaginate la scena: sono ad una cena, una cena dove sai di trovare imprenditori e professionisti con studi importanti del bolognese. Il contesto è molto tranquillo, si cerca di evitare il discorso money, ma, alla fine, è più forte di noi: il business è nel sangue.

Quindi iniziano i discorsi, non è che non conosca le informazioni base, ma il loro modo di ragionare è lungimirante, innovativo, basato su sistemi e meccaniche di pensiero diverso dal solito.

La cosa che mi lascia scioccato è il dietro le quinte di alcuni professionisti presenti alla cena. Infatti, alcuni di loro dicono di nascosto: “Ma sì, dai, cosa ci vuole? Troppe chiacchiere! Basta che prendi il cliente, gli vendi un tuo servizio, gli fai un po di sconto e dici le parole magiche “Ci penso io, tu tranquillo” e bla bla bla.

In quel momento capisco che la cultura imprenditoriale non è radicata, non esistono studi scolastici, neanche nella gavetta che puoi fare. Chi parla vive la professione come lo si faceva 10 anni fa, lamenta la crisi, fa grossi sconti e non ha un sistema ad aiutarlo.

Il professionista non é una merce a sconto. Il professionista é esperienza, crescita ed evoluzione.
Il professionista é un valore aggiunto.

Da anni studio l’imprenditoria, la leadership, il management, il marketing, la comunicazione e tanto altro, nutrendo il mio essere imprenditore o, come piace dire a me, il mio essere Professionista Imprenditore.

Bene, in questo articolo voglio elencarti i 5 punti che fanno la differenza e che insegno ai miei studenti per trasformare il loro business. Grazie ad essi ho creato una realtà in costante crescita.

1. L’esperienza del cliente è al primo posto

La maggior parte delle persone struttura il proprio business con questo pensiero: punta su ciò che è meglio per il loro business, tanto il cliente si adatta. Non esiste un pensiero più sbagliato: pretendere un salto di paradigma anziché diventare una risorsa. Quindi bisogna creare un ambiente confortevole, dove il cliente si sente veramente al posto giusto e con la persona giusta.

Orientare la propria attività, il marketing e lo sviluppo dei servizi e prodotti in base al cliente è il metodo migliore per attirare l’attenzione.

2. Visione lungimirante

Non bisogna mai pensare al breve periodo, è importante costruire un’attività capace di crescere nel tempo, con costanza, anche se a piccoli passi. Quando sei un professionista con partita iva devi strutturarti per costruire un’organizzazione capace di combattere i tempi bui e creare rapporti con i tuoi clienti a lungo nel tempo. Pensare a come portare la pagnotta a fine mese non è la mentalità per raggiungere l’obiettivo.

Personalmente, ho una mia visione d’azienda a 5 anni e ad 1 anno. Questo mi permette di progettare, motivare, analizzare tutta la situazione. I metodi cambiano e tanto altro, ma ciò che non può evolversi sono i nostri obiettivi personali.

Creare un obiettivo a lungo periodo è il metodo migliore per raggiungere veramente i risultati, richiede impegno e dedizione, le caratteristiche di un imprenditore.

3. Organizzazione e gestione, due parole magiche per costruire un’azienda.

L’organizzazione possiamo vederla come il codice di condotta: una sequenza di sistemi e schemi che permettono di capire l’andamento del tuo business. Potresti immaginarli come il cruscotto della tua auto che segna velocità, andamento e consumi.

La gestione è il metodo con il quale affrontiamo le vicende aziendali rispetto a quelle personali, a quelle dei colleghi che lavorano con noi e anche rispetto all’utilizzo di strumenti o azioni necessarie al nostro business.

Faccio sempre una domanda all’inizio dei miei discorsi in aula:

Quanti di voi conoscono la propria crescita e sanno dirmi in quale fase è più carente?

Di solito ottengo una risposta 1 su 10.
Se fai parte di quelle persone che la conosce bene, sei ad un buon livello di partenza. In caso contrario… ahi ahi!

Conoscere i numeri della propria attività significa avere il controllo e la capacità di gestire ogni imprevisto trasformandolo in opportunità.

4. Comunicazione costante. Fatti sentire anche quando non hai nulla da vendere!

Facile chiedere, chiedere ed ancora chiedere, ma quanto sei disposto a dare?

La comunicazione è lo strumento di autorevolezza del professionista, supera di gran lunga competenze e professionalità.

Ti chiederai il perché.

Semplice, se non sai comunicare puoi essere il migliore dei professionisti, ma lo saprai solo tu. I tuoi clienti vedono e comprendono solo la punta dell’iceberg, solo il risultato finale, non tutto il processo necessario e i salti mortali con triplo avvitamento che hai fatto per raggiungere quella vittoria.

Quindi, se non comunichi, non rendi dotto il tuo cliente o potenziale cliente (colui che non è ancora cliente), giochi nel terreno della lotta dei prezzi, dove il tuo valore è pari a 0.

La comunicazione ti rende presente, vicino e unico davanti al tuo pubblico.

5. Migliorare le performance. Una crescita senza fine.

Quanto sei disposto ad evolvere? Sii sincero.
Quanti libri o corsi di crescita, sviluppo e miglioramento hai letto o seguito quest’anno?

Lo so da formatore, mi dirai, lo dici perché è il tuo mondo quindi porti acqua al tuo mulino.
In parte è così, certo.
Tu mi diresti di non venire da te, professionista, e di andare da un tuo competitor?

Ma a parte questo mio orientamento personale, l’evoluzione è necessaria per costruire. La mente necessita della stessa crescita dei muscoli, non si allena da sola, ma attraverso percorsi specifici, cambi di paradigma e domande.

Conclusione. Allena la tua mente come un imprenditore.

L’ultimo principio per allenare la tua mente sono le domande.
Vorrei farti notare come domande poste nel giusto modo e nella giusta formula ti permettono di crescere.

Piccolo consiglio prima di iniziare. Inverti i tuoi “perché” con: “come, cosa, quando e dove”.

Ti faccio un esempio:

Molti dicono:

Perché non guadagno abbastanza??

Come vedi, in questa domanda compare una formula di frustrazione al suo interno, che produce una emozionalità negativa.

Quindi la domanda corretta potrebbe essere:

Come posso fare a guadagnare di più?

Un professionista imprenditore pensa al proprio sviluppo cercando soluzioni, riconoscendo i risultati negativi e quelli positivi.

Ti è piaciuto questo articolo? Io mi sono divertito a scriverlo, ma vorrei sapere cosa ne pensi! Commenta, sono curioso!

Se poi ti piacciono questi argomenti, ho creato la video lezione Come pensa un imprenditore. La puoi trovare anche sul mio canale YouTube.

Se desideri discutere di questo argomento e di molti altri riguardanti direttamente il tuo business e creare il presente che desideri, non hai che da prendere ora (si, hai capito bene: ora!) un appuntamento con me nel momento che ritieni più opportuno.

Se preferisci, puoi sempre richiedere una valutazione del tuo business semplicemente inserendo i tuoi dati nel form più sotto.

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